L'Alpe

L’Alpe 54 : Resistenzen Alle Alpi, cittadini!

Traduzione : Letizia Ricci

Immaginata per un pubblico che desidera affinare sensibilità e conoscenza, L’Alpe è la prima rivista dedicata alle diverse culture ed al patrimonio dell’Europa alpina. La sua ambizione è di informare al di là delle barriere linguistiche ; spazio di scoperta e di emozioni, L’Alpe si interessa a tutti gli uomini che, dalla Slovenia al Mediterraneo, hanno saputo acclimatarsi ad un ambiente eccezionale. Punto d’incontro tra libro e rivista, trae dal primo la documentazione di riferimento sul tema principale, il rigore analitico, l’esigenza di qualità e l’autorevolezza di autori prestigiosi. Dalla seconda prende a prestito la periodicità trimestrale che le consente di arricchire il dibattito, il fascino di una ricca iconografia, l’insaziabile curiosità del giornalismo e l’approccio necessariamente didattico. Pur se fondata su competenze rigorose L’Alpe non è una rivista riservata all’élite. Si serve di materiale storico, geografico, archeologico, etnologico, ecc., per rendere alle tracce lasciate dagli uomini in questo territorio tutto la loro profondità. Ma nondimeno sarà luogo di dibattito sul futuro delle Alpi e di tutte le montagne del mondo.

Terre di resistenze ?

Nella memoria collettiva le Alpi sono sicuramente uno spazio di libertà e l’immagine dei montanari innamorati dell’indipendenza ne corrobora sostanzialmente il mito. Tuttavia alla luce della storia l’immagine deve essere ritoccata e dagli Allobrogi fino ai maquis, passando per i protestanti e il preludio della Rivoluzione, il Delfinato ne offre un bell’esempio.

Gli irriducibili Galli delle Alpi

I Romani non hanno colonizzato le Alpi senza colpo ferire. Di guerriglia in scaramuccia, i montanari si rivoltano e logorano le legioni, riuscendo talvolta a metterle in rotta. Eppure i cronisti dell’Antichità hanno scarsamente documentato rivolte come quelle dei Veragri in Svizzera e dei Salassi in Italia … perché nella Storia solo i potenti lasciano traccia.

Poteri a geometria variabile

I montanari del Medioevo erano ribelli nell’animo ? O piuttosto impregnati di indipendenza e refrattari al potere, come mostrano rivolte e atti di insubordinazione ? Abituati ai conflitti ma con un forte spirito comunitario e fini negoziatori, hanno saputo conquistare diritti e libertà, seppure con molte sfumature da un’estremità all’altra dell’arco alpino.

Venti di fronda negli alpeggi

I contadini delle Alpi insorgono di fronte alle pretese dei monaci, alle malversazioni dell’amministrazione o alle pesanti tasse del clero. Vicende che è necessario saper leggere tra le righe della Storia.

La fuga poetica di un pastore ebreo

Resistente a modo suo, nel 1941 uno scrittore si isola nella solitudine di un alpeggio delle Hautes Alpes per scrivere, in condizioni di estrema precarietà, un’opera di pace ed umanità che sarà pubblicata dopo la guerra. Un’opera forte assolutamente da scoprire.

Terre alte

Elian-Jean Finbert mescola strettamente le riflessioni filosofiche al racconto della sua vita nell’alpe al riparo dalla barbarie nazista in questo libro scritto durante l’occupazione. Qui il pensiero si intreccia con l’attività pastorale, nutrendosi reciprocamente l’uno dell’altra, in una completezza armoniosa. Estratto.

Un fotografo in libertà

Marc Riboud si è occupato dell’attualità dei popoli in lotta nel mondo al pari della serenità dei suoi paesaggi di montagna. Dalla ragazza con il fiore (rosa!) fino alle vette dello Huang Shan nelle brume, un percorso di resistenza (ai cliché).

Il vecchio capo e l’educazione popolare

Paradosso : una scuola per quadri creata nelle Alpi dal governo di Vichy accompagnerà l’azione dei resistenti, soprattutto nel Vercors, e diverrà il crogiuolo della rete di associazioni “Peuple et Culture”. Cosa rimane oggi di quest’avventura sociale ?

L’alpe svizzera resiste … all’Europa

Tre montanari uniti contro la tirannia : con Guglielmo Tell l’eroica immagine medievale ha federato un paese pieno di diversità, contribuendo a costruire la leggenda dell’alpe ribelle. Ma la Svizzera non è solo alpina e la rivendicazione d’indipendenza è costantemente minacciata dalla tentazione di un ripiegamento su se stessa. Sguardo (im)pertinente sui paradossi di un mito nazionale a doppio taglio.

Dagli al sabir franglese !

Darsi alla resistenza nei monti per salvare la diversità linguistica ? È quello che potrebbe suggerire questo biglietto d’humour di un appassionato della lingua che se la prende tanto con i movimenti di moda quanto con i dogmi accademici. Corroborante !

Si sdegnano con Stéphane Hessel

Nel Glières, proprio dove hanno combattuto i resistenti del maquis durante la seconda guerra mondiale, è nato l’ormai famoso Indignatevi ! che ha venduto più di tre milioni di copie in Europa. Parole di militanti.

Sotto la neve … le pietre ?

Negli alpeggi sta davvero nascendo una controcultura all’ombra degli skilift, resistente al carattere apolitico del turismo ed alla commercializzazione della montagna ? Sembrano emergere alcuni segni premonitori, dagli scioperi dei lavoratori stagionali alla considerazione delle idee ecologiste, passando per una molteplicità di attività che tentano di reinventarsi.

Ma da dove è passato ?

Annibale e gli elefanti nelle Alpi : questa immagine ha infiammato gli animi e dato vita ad un vero e proprio mito. Quali furono le condizioni della traversata in un territorio impervio e occupato da popolazioni ostili ? Come sono stati vissuti e rappresentati il generale cartaginese e la sua epopea ? Domande cui è ispirata la nuova esposizione del Musée dauphinois.

Un (falso) ostello per il cavallo bianco

In Austria il lago Wolfgang offre romanticismo a volontà. Reso celebre da un’operetta, questo luogo paradisiaco in cui aleggia la memoria di Mozart, attira le folle e diventa una minaccia per l’identità e la memoria locali. Eppure gli abitanti hanno saputo mantenere un certo equilibrio tra tradizione ed offerta turistica, almeno fino ad oggi…

 

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