L'Alpe

L’Alpe 16 : natura da vivere – parchi e paesaggi

Traduzione : Letizia Ricci

Immaginata per un pubblico che desidera affinare sensibilità e conoscenza, L’Alpe è la prima rivista dedicata alle diverse culture ed al patrimonio dell’Europa alpina. La sua ambizione è di informare al di là delle barriere linguistiche ; spazio di scoperta e di emozioni, L’Alpe si interessa a tutti gli uomini che, dalla Slovenia al Mediterraneo, hanno saputo acclimatarsi ad un ambiente eccezionale. Punto d’incontro tra libro e rivista, trae dal primo la documentazione di riferimento sul tema principale, il rigore analitico, l’esigenza di qualità e l’autorevolezza di autori prestigiosi. Dalla seconda prende a prestito la periodicità trimestrale che le consente di arricchire il dibattito, il fascino di una ricca iconografia, l’insaziabile curiosità del giornalismo e l’approccio necessariamente didattico. Pur se fondata su competenze rigorose L’Alpe non è una rivista riservata all’élite. Si serve di materiale storico, geografico, archeologico, etnologico, ecc., per rendere alle tracce lasciate dagli uomini in questo territorio tutto la loro profondità. Ma nondimeno sarà luogo di dibattito sul futuro delle Alpi e di tutte le montagne del mondo.

La natura non esiste
Affermazione iconoclasta recentemente avvalorata da serissimi studi condotti nel cuore delle Alpi : questi paesaggi che oggi ci appaiono così naturali sono stati profondamente modellati e rimodellati dalle variazioni climatiche e dall’opera millenaria dell’uomo.

L’invenzione del paesaggio
Le civiltà del Mediterraneo e dell’antica Cina apprezzavano l’estasi della contemplazione e l’incanto della rappresentazione paesaggistica. Dopo secoli di oblio, l’Occidente li riscopre alla fine del Medioevo. Le Alpi sono al centro di questa rivoluzione.

Punti di vista : l’immagine del mondo
Lo scemo del paesaggio sonnecchia in noi. Bisogna scuoterlo. Il paesaggio nella storia appare in realtà come inesorabile appannaggio di un’ammirazione generalizzata, beata e di maniera, che può essere elusa solo dalle fughe di uno sguardo indomito. Se l’amore per i bei paesaggi ha qualcosa di innegabile, vi è stato pur tuttavia un tempo, purtroppo perduto, in cui una tale omologazione di sentimenti era sconveniente.

Ventimila leghe sulle terre
Quarant’anni or sono per «  inventare  » i parchi naturali regionali quattordici globe-trotters hanno fatto il giro del mondo. Un’avventura un po’ folle di cui uno dei protagonisti conserva ancora un simpatico ricordo.

Sensi sottosopra
Abelardo Morell, il fotografo americano nato nel 1948 a L’Avana (Cuba) ed oggi professore al Massachusetts College of Art di Boston rende qui un bell’omaggio al grande Leonardo da Vinci, riappropriandosi singolarmente del principio della camera oscura che l’artista italiano aveva descritto sin dal Rinascimento.

Vedute… dalla mia finestra
Dove sono ? Sarà difficile ritrovare il sonno, eppure rigirandomi, ricacciandomi e rannicchiandomi ancora una volta tra le coperte ritirate ai piedi dei fianchi bassi ed afferrandole prima della definitiva immersione, sprofonderò nelle immagini di quella corsa sognata : labbra di rimaye, diedro nero e terribile, corridoio livido, coltre di neve tersa… e il crinale puro, aereo, stagliato di luce folle, la vetta annunciata…

Guardare un paesaggio, guardare un ricordo
Al di là del passo si svela una contrada nuova, fitta di misteri, pericoli e promesse…. Partiti alla scoperta del mondo, dall’altro lato delle montagne, i nostri padri hanno vissuto quell’istante in cui l’eccitazione della scoperta si fonde alla paura dell’ignoto. Un’esperienza fondamentale che alcuni paesaggi alpini, aspri e selvaggi, fanno risorgere dal profondo della memoria.

Il funambolo e il conservatore
Selvaggio o curato, il paesaggio è sempre in equilibrio instabile. Per conservarlo gli uomini hanno dovuto dar prova d’ingegno e di rispetto. Al prezzo di un lavoro incessante, hanno organizzato gli spazi a loro misura e ne hanno sfruttato le ricchezze. Senza per questo scacciarne definitivamente la naturalezza…

Dove va la geografia alpina ?
Scienza umana al pari che scienza naturale, la geografia ha trovato nelle Alpi un terreno di elezione. In due secoli il lavoro dei ricercatori si è sviluppato considerevolmente, passando dallo studio naturalista e regionalista ad un approccio multidisciplinare, in seno al quale le Alpi sono solo un tassello dell’insieme. Una storia che ripercorre una mostra presentata a Chambéry.

Vista a perdita d’occhio sul Jungfrau
Le Alpi addomesticate ed i loro abitanti sono divenuti gli attori di una grande sceneggiatura. Uno spettacolo sapientemente orchestrato (e da secoli…) per turisti a caccia di emozioni forti. La purezza della natura alpina : un filone formidabile che non ha finito di far scorrere fiumi d’inchiostro…

Più vero che naturale
Finiti i tempi in cui l’alpe era meta di fuga per una sorsata di natura ! Ormai si frequenta la natura per acculturarsi e all’escursionista si chiede di avere un solido alibi. I parchi si sono quindi dati all’arte e alla pedagogia. È davvero un passo avanti ?

Portfolio : artisti affrancati
Arte postal(p)e, il bestiario : questo era il tema proposto agli appassionati del settore. Per tutta risposta, nel corso della primavera una gioiosa fauna ha fatto invasione negli uffici dell’Alpe… lasciando il postino alquanto interdetto. Da questa insolita sarabanda di disegni colorati, immagini ben scelte, oggetti bizzarri e sapienti ritagli proponiamo in anteprima un florilegio della mostra che esporrà tutte le opere in occasione della festa della transumanza di Die.

L’Europa degli spazi protetti
Un quarto del territorio alpino si trova oggi sotto protezione. Parchi nazionali e regionali, riserve naturali ed altri programmi europei consentono di preservare la fauna, la flora ed i paesaggi, ma anche coloro che ci vivono, ne vivono e li fanno vivere. Una storia lunga un secolo, complessa e talvolta movimentata.

La vertigine dell’imitazione
Correntemente praticata in Savoia, la decorazione marezzata della ceramica ha origine nell’antichità. Una tecnica che gioca sull’astrazione ma che non dimentica completamente il realismo, ispirandosi da sempre alle delicate venature delle pietre rare come l’agata, l’onice ed il marmo.

Marmorizzato in Savoia
L’entusiasmo per le marezzature astratte ha alimentato la produzione del tradizionale vasellame savoiardo per più di due secoli. Una pratica che gli etnologi non hanno sempre saputo analizzare bene.

Terra delle Alpi
A Vallauris, nelle Alpi Marittime, i mastri vasai liguri, valicando le montagne sin dal XV secolo, hanno portato la loro competenza artigiana e le loro abitudini di consumatori. La decorazione marezzata ornerà la terracotta delle Alpi fin quando non giungerà Picasso a sovvertire il paesaggio locale.

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