L'Alpe

L’Alpe 17 : l’economia di montagna

Traduzione : Letizia Ricci

Immaginata per un pubblico che desidera affinare sensibilità e conoscenza, L’Alpe è la prima rivista dedicata alle diverse culture ed al patrimonio dell’Europa alpina. La sua ambizione è di informare al di là delle barriere linguistiche ; spazio di scoperta e di emozioni, L’Alpe si interessa a tutti gli uomini che, dalla Slovenia al Mediterraneo, hanno saputo acclimatarsi ad un ambiente eccezionale. Punto d’incontro tra libro e rivista, trae dal primo la documentazione di riferimento sul tema principale, il rigore analitico, l’esigenza di qualità e l’autorevolezza di autori prestigiosi. Dalla seconda prende a prestito la periodicità trimestrale che le consente di arricchire il dibattito, il fascino di una ricca iconografia, l’insaziabile curiosità del giornalismo e l’approccio necessariamente didattico. Pur se fondata su competenze rigorose L’Alpe non è una rivista riservata all’élite. Si serve di materiale storico, geografico, archeologico, etnologico, ecc., per rendere alle tracce lasciate dagli uomini in questo territorio tutto la loro profondità. Ma nondimeno sarà luogo di dibattito sul futuro delle Alpi e di tutte le montagne del mondo.

Fondare l’economia sulla conoscenza …
… del legno, dell’acqua, del vapore, dell’elettricità, dell’oro bianco e dei byte. Così potrebbe delinearsi il percorso dello sviluppo economico dei territori di montagna nel corso dei secoli. Ma oggi il cammino della conoscenza non si confronta più con l’ostacolo geografico. Una rivoluzione formidabile che bisognerà saper sfruttare.

I montanari già c’erano … 50.000 anni or sono.
Nel corso dei millenni i cacciatori nomadi dell’età della pietra hanno frequentato l’alpe ed utilizzato le sue risorse. Alla ricerca di quarzo, marmotte o stambecchi, valicavano i passi e montavano accampamenti in alta montagna di cui ci rimangono numerose vestigia. Così, molto prima di essere colonizzate, le Alpi hanno partecipato all’economia della sopravvivenza dei primi alpini. Cinquantamila anni di una storia appassionante da scoprire in una mostra dei musei di Sion nel Valais.

Gli Allobrogi, i nostri avi
Questi Galli delle Alpi discendenti da popolazioni viaggiatrici alquanto bellicose hanno conosciuto per alcuni secoli una notevole prosperità economica sotto l’egida dell’Impero Romano, allora in piena crescita. Intorno agli artigiani, ai mercanti, ai contadini e grazie allo sfruttamento di vaste aree agricole si sviluppa così una prima civilizzazione alpina che sa concedersi alle arti, ai piaceri terreni ed intellettuali nonché ai privilegi della cittadinanza. Un viaggio nel tempo.

Alpi d’altrove
In questa valle, miniera d’argento delle montagne dell’Erzgebirge, al confine tra la Germania e l’attuale Repubblica Ceca, sono state prodotte le prime monete europee, i thaler, dal cui nome trae origine la parola « dollaro ».

Il buon filone
Si è ormai levato il giorno. Tu hai accordato istintivamente il respiro al ritmo dei tuoi passi. Un respiro lento e regolare. La pendenza è aspra, i sassi del sentiero scricchiolano sotto alle suole …

Il denaro dell’ambulante
La globalizzazione dell’economia non è una novità dei nostri giorni. Dal XV secolo e fino alla fine del XIX venditori ambulanti e commercianti regolavano a modo loro i flussi finanziari tra i villaggi in quota ed i paesi a fondo valle, estendendo la loro attività commerciale fino ad Amsterdam e Cadice. Laurence Fontaine ha vagliato nei minimi particolari la contabilità di Jean Giraud, mercante originario di un piccolo paesino dell’Oisans.

Il salario della pietra
Estraevano oro dalle loro cave di pietra, questi Alpini che per molti secoli hanno tagliato le montagne per ricavarne macine per mulini. Molto apprezzate per la loro eccezionale qualità, le enormi ruote minerali venivano esportate in tutta la Francia. Un commercio estremamente redditizio che talvolta ha lasciato tracce spettacolari.

La svendita della lavanda
Fioriva bene l’essenza delle lavande di montagna che colava goccia a goccia dai rustici alambicchi. Questa produzione di grande finezza delle Alpi Meridionali conobbe il suo momento di gloria all’inizio del XX secolo. Ma una coltura più redditizia a bassa quota, quella della lavandina, doveva infine essere fatale alla sua economia.

La saga economica del «  carbone bianco  »
All’inizio del XX secolo l’elettricità ha dato vita ad una nuova economia nelle Alpi del nord ? In questo sviluppo qual è stata la funzione delle iniziative locali e degli interventi esterni ? E questo ciclo che ruolo ha svolto nella capacità delle regioni interessate di adattarsi alle successive evoluzioni ? Un po’ di luce.

La caduta di Icaro
In tutto il mondo la Swissair era riconosciuta come il simbolo del successo economico di una grande compagnia aerea nata in un piccolo paese alpino. Ma alla svolta del millennio il filo di Arianna si è rotto. Dallo spicco in volo alla caduta, la leggenda di un mito svizzero vissuto dall’interno.

Una piccola impresa che non conosceva crisi
Per tutto un secolo una dinastia di fotografi, i Martinotto, si è imposta a Grenoble. Il loro sguardo si è rivolto alla città ed alle montagne ma anche ai loro contemporanei. Una mostra del Musée dauphinois si ripropone di far scoprire un’autentica opera artistica ricca di sensibilità, che va ben oltre l’ineccepibile successo commerciale.

La corsa all’oro bianco
Il « Piano neve » predisposto negli anni ’70 fa passare il turismo invernale nelle Alpi francesi dallo stadio di artigianato vagamente anarchico ad un’autentica industria dello sci. Un’operazione in stile commando realizzata in uno spirito capitalistico che non potrà fare a meno di portare anche qualche danno collaterale allo sviluppo economico della montagna, di cui ancora oggi si subiscono le conseguenze.

La doppia vita delle genti dell’alpe
Dal venditore ambulante all’istruttore di sci, sono numerosi i mestieri stagionali che gli Alpini hanno svolto a complemento delle magre risorse delle loro terre. Questa secolare pluriattività si è manifestata sotto aspetti molto diversi a seconda dei tempi e delle regioni. Tuttavia essa resta una componente irrinunciabile del sistema economico delle zone montane.

La fortezza abbandonata
Paradosso della neutralità, la Svizzera ha dovuto dar vita ad una impressionante strategia militare per difendere il suo territorio. Montagne, passi e gole sono stati traversati da una rete gigantesca di fortificazioni, che oggi, divenute ormai inutili, sono state lasciate a sonnecchiare. È il caso di Saint Maurice, alle porte del Valais, oggetto di una bella opera pubblicata dalle edizioni Pillet. Estratti di un viaggio fotografico di Bernard Dubuis nella cittadella addormentata nel bosco.

Il Rodano e il vino
Il Rodano nasce da un ghiacciaio nel cuore delle Alpi e fluisce nel mezzo di vigneti sin dall’inizio della sua corsa. Le vigne si trovano bene sulle rive di questo grande fiume, importante via di trasporto e di commercio. Dalle montagne del Valais fino alle colline del Gard, si snoda attraverso un’infinità di paesaggi, di avventure umane e di vini apprezzati sin dall’antichità. Un’opera che sarà pubblicata in ottobre presso le edizioni Glénat ci trasporta lungo il corso d’acqua in una crociera geografica, storica e bacchica, dal vino delle vette a quello delle sabbie.
Brani scelti.

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