L'Alpe

L’Alpe 30 : orme olimpiche

Traduzione : Letizia Ricci

Immaginata per un pubblico che desidera affinare sensibilità e conoscenza, L’Alpe è la prima rivista dedicata alle diverse culture ed al patrimonio dell’Europa alpina. La sua ambizione è di informare al di là delle barriere linguistiche ; spazio di scoperta e di emozioni, L’Alpe si interessa a tutti gli uomini che, dalla Slovenia al Mediterraneo, hanno saputo acclimatarsi ad un ambiente eccezionale. Punto d’incontro tra libro e rivista, trae dal primo la documentazione di riferimento sul tema principale, il rigore analitico, l’esigenza di qualità e l’autorevolezza di autori prestigiosi. Dalla seconda prende a prestito la periodicità trimestrale che le consente di arricchire il dibattito, il fascino di una ricca iconografia, l’insaziabile curiosità del giornalismo e l’approccio necessariamente didattico. Pur se fondata su competenze rigorose L’Alpe non è una rivista riservata all’élite. Si serve di materiale storico, geografico, archeologico, etnologico, ecc., per rendere alle tracce lasciate dagli uomini in questo territorio tutto la loro profondità. Ma nondimeno sarà luogo di dibattito sul futuro delle Alpi e di tutte le montagne del mondo.

Combattere senza odio
I cinque anelli olimpici hanno la vocazione di divenire un « emblema internazionale » , secondo le parole di Pierre de Coubertin nel 1913. Una bandiera « leggera, cangiante, spirituale da vedere sventolare » che tuttavia non impedirà la carneficina del primo conflitto mondiale, allora imminente, ma che può portare in sé la speranza di un mondo unito e pacifico.

Del passato facciamo…
favola rasa !
Dallo stadio di Olimpia fino alle prime Olimpiadi invernali a Chamonix, nel 1924, si snoda un lungo cammino lastricato di ideali, ma anche di insidie e lotte epiche. La vera storia dei Giochi Olimpici come non l’avete mai letta.

Valori olimpici :
gli scivoloni della storia
Uguaglianza e fraternità : due principi repubblicani che si applicano anche all’ideale olimpico. La resurrezione delle Olimpiadi, ricondotte dal 1797 ad opera di due pedagoghi umanisti, si fonda su valori democratici, educativi e culturali frutto del secolo dei lumi, dando ai Giochi una dimensione che supera la semplice competizione sportiva.

L’olimpismo nelle Alpi
Una mappa inedita di tutti i siti candidati o ospiti dei Giochi Olimpici e paraolimpici invernali nel massiccio alpino, completata da quella delle città candidate o ospiti delle Olimpiadi invernali nel mondo, che rivela cose sorprendenti.

Album : e se ballassimo ?
La cerimonia di apertura dei Giochi di Albertville è rimasta nella memoria di tutti per la creatività mostrata da Philippe Decouflé e Philippe Guillotel, due giovani artisti, all’epoca poco conosciuti, che hanno ghiottamente frantumato i luoghi comuni che accompagnano di solito questa manifestazione.

Attrezzature e medaglie
Le attrezzature e le tecniche dello sci si sono evolute con una velocità imprevedibile in poco più di un secolo. Perché questa disciplina, che un tempo era un semplice mezzo di locomozione sulla neve, è divenuta oggi un’attività di svago che unisce il gioco, il piacere e la performance. Una rivoluzione che deve molto agli atleti dei Giochi Olimpici.

Di neve e di ghiaccio
Pattinaggio, bob, slittino, hockey e curling fanno parte delle discipline olimpiche legate al ghiaccio. Se, come per lo sci, l’evoluzione di queste pratiche è intimamente debitrice delle attrezzature e della tecnica, essa è anche direttamente legata alla qualità del terreno gelato su cui si confrontano i concorrenti.

Non tutte le pendenze
fanno montagna
Apparente paradosso che viene a puntellare un’analisi opportuna : se un tempo la pendenza era un vincolo fisico per le società montane, oggi essa si afferma come supporto ideale per il tempo libero dei cittadini, di cui i Giochi Olimpici rappresentano una sorta di parossismo. Un rovesciamento di valori che riporta la montagna ad un ruolo decorativo.

Giochi in costruzione
Le infrastrutture olimpiche delle stazioni di sport invernali che ospitano i Giochi hanno seguito i grandi mutamenti del pensiero architettonico. Dai palazzi di Chamonix fino alle ristrutturazioni di Sestrières, passando per la creazione pura di Squaw Valley, la storia di un secolo di edilizia in montagna.

Tra le quinte
del successo
Equazione a più incognite, la gestione di una stazione di sport invernali è diventata un vero rompicapo per i suoi dirigenti. Strettamente legata ai cambiamenti della società, questa nebulosa fa equilibrismo per conciliare la domanda del turismo e la vita di tutti i giorni.

Muscoli e letteratura
Sono pochi gli scrittori che raccontano del loro fascino per lo sport, per le sue prove ed i suoi atleti. Piccolo florilegio di brani che, secoli dopo le odi olimpiche del poeta greco Pindaro, celebrano o interrogano il gesto sportivo e le gesta olimpiche.

L’arte del manifesto
Amorevolmente restaurati, messi su tela ed incorniciati, le migliaia di manifesti raccolti da Michel Couasnon costituiscono una summa sui rapporti tra arte e olimpismo. Un tesoro che meriterebbe davvero un museo… Ritratto a cura del collezionista.

Sport e cultura
Ad Albertville, la Casa dei Giochi Olimpici invernali propone un percorso museografico che tenta di decifrare i complessi rapporti tra sport invernali, territorio montano e movimento olimpico. Nel menù : immersione nella storia, stop immagine sul 1992 e mostre temporanee di qualità.

Torino e i Giochi
A febbraio 2006 Torino è città olimpica. È raro incontrare nel continente europeo una città così importante (più di un milione di abitanti), e così lontana geograficamente dai siti alpini, che organizza i Giochi invernali. Questo perché il Piemonte ha sempre mantenuto con la montagna un legame molto complesso.

Lo spirito
che va oltre il corpo
Messo fuori… gioco, per decenni, l’handicap è purtuttavia inseparabile dallo sport. Paradosso : la celebrazione del corpo ideale ha a lungo battuto in breccia l’ideale olimpico di equità. Integrando gli atleti disabili, il movimento si è quindi aperto alla differenza, ma non necessariamente all’alterità.

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