L'Alpe

Chambéry: crocevia alpino

Traduzione : Letizia Ricci

Immaginata per un pubblico che desidera affinare sensibilità e conoscenza, L’Alpe è la prima rivista dedicata alle diverse culture ed al patrimonio dell’Europa alpina. La sua ambizione è di informare al di là delle barriere linguistiche  ; spazio di scoperta e di emozioni, L’Alpe si interessa a tutti gli uomini che, dalla Slovenia al Mediterraneo, hanno saputo acclimatarsi ad un ambiente eccezionale. Punto d’incontro tra libro e rivista, trae dal primo la documentazione di riferimento sul tema principale, il rigore analitico, l’esigenza di qualità e l’autorevolezza di autori prestigiosi. Dalla seconda prende a prestito la periodicità trimestrale che le consente di arricchire il dibattito, il fascino di una ricca iconografia, l’insaziabile curiosità del giornalismo e l’approccio necessariamente didattico. Pur se fondata su competenze rigorose L’Alpe non è una rivista riservata all’élite. Si serve di materiale storico, geografico, archeologico, etnologico, ecc., per rendere alle tracce lasciate dagli uomini in questo territorio tutto la loro profondità. Ma nondimeno sarà luogo di dibattito sul futuro delle Alpi e di tutte le montagne del mondo.

La Savoia in eredità

La città dei duchi, un tempo detta «  il portiere delle Alpi  », è stata la capitale storica degli Stati della Savoia per molti secoli prima che Torino la scalzasse. Un’eredità che segna ancora oggi l’immagine della città, sia nel patrimonio architettonico ed istituzionale che nella sua identità.

Alpinità in rete

Chambéry città alpina ? Metropolitana o montana ? I due status sono davvero inconciliabili ? Forte di un passato carico di storia, la città è chiamata a svolgere un ruolo chiave nella rete alpina ed in un mondo urbano in piena mutazione, al crocevia di una nuova visione del legame città-montagna.

Solidarietà città-montagna

Il 2013 celebrerà la montagna a Chambéry con numerose manifestazioni che coinvolgeranno tutti gli operatori del settore. Un modo di far lavorare insieme alpini ed urbani in nome della solidarietà, auspicata qui con fervore da Bernadette Laclais, deputata e sindaco della città.

La natura davanti alla porta

La “maison des Parcs”, nel cuore di Chambéry, ha la vocazione di avvicinare la gente di montagna a quella di città. Come tutelare l’identità specifica dei Bauges, della Chartreuse e della Vanoise ? Come rispondere alle loro aspettative talvolta divergenti ? E per quale pubblico ? Un vasto dibattito al centro delle complesse relazioni tra la città e le sue alpi.

Una stazione chiamata desiderio

Un’ambiziosa volontà politica ha posto Chambéry al centro della rete ferroviaria europea. Questa precoce apertura al progresso ha lasciato tracce umane, con la pregnanza della cultura dei ferrovieri, ed architettoniche, con un’imponente rotonda. L’attuale progetto della Torino-Lione conferma la posizione strategica della città dando un nuovo slancio a quei collegamenti multimodali immaginati già nel 1830 !

Cuore italiano

Una storia d’amore, certo con alti e bassi, ma una storia più che mai viva anche con l’avvento dell’Europa. Al ritmo dei flussi e dei riflussi storici, i legami che uniscono Chambéry ai cugini transalpini sopravvivono ai cambiamenti.

A spasso per il museo

Completamente rinnovato tra il 2009 e il 2011, il Museo delle Belle Arti di Chambéry offre una nuova cornice alle sue collezioni che devono molto all’italianità della Savoia. Il critico d’arte Jean-Louis Roux ci propone una visita molto personale di un luogo che lo ha conquistato.

Il preludio dell’usignolo 

Rousseau e Chambéry intrattengono un rapporto passionale. Proprio qui, in un quadro agreste, si è formato lo spirito di Jean-Jacques, vanto della città. Ma sempre qui è stata abbattuta la statua del rivoluzionario vilipeso. Oggi le Charmettes ne coltivano la memoria richiamando visitatori da tutto il mondo.

L’avventuriero e gli elefanti

Il generale Benoît de Boigne, figura eminente di Chambéry, è un personaggio sorprendente. Capo della guerra e negoziatore in India, ha dedicato la sua fortuna ad abbellire la città natale. Oggi il benefattore veglia sulla città dall’alto della Fontana degli Elefanti, l’originale monumento dedicato alla sua memoria.

Riedizione : la freschezza delle donne di Chambéry

Nel XIX secolo qualsiasi viaggio verso le Alpi e l’Italia non può evitare la Savoia e Chambéry. Nel 1835 Alexandre Martin dedica un capitolo della sua opera La Svizzera pittoresca e i suoi dintorni agli «  usi, caratteri e costumi  » della città. Una guida ad uso dei turisti che mescola allegramente cliché, note sulle popolazioni e osservazioni quasi etnologiche …

Portfolio : il pedone di Chambéry

Gilles Garofolin percorre le strade della città da molti anni, per lavoro ma anche per sé stesso. Tra le centinaia di migliaia di immagini che compongono i suoi archivi ha selezionato un florilegio dedicato alla città.

Pratica : passeggiate urbane

Da dove trae origine il fascino di Chambéry, così apprezzata dai suoi abitanti così come dai visitatori di passaggio ? In parte certamente dalla posizione geografica tra lago e montagna, ma anche dalle stradine del centro storico dove le zone pedonali invitano a fare una pausa sulla terrazza di un caffè …

Una golosa troppo discreta !

La cucina di Chambéry profitta delle gustose produzioni locali provenienti dalle vicinissime montagne, ma ha anche saputo integrare, fino a farne talvolta un’industria, il portato dei viaggiatori che hanno fatto scalo in questo territorio perfettamente accomodato al centro delle influenze culinarie.

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