L'Alpe

L’Alpe 61 : Parco Nazionale degli Écrins: Delle nature e degli uomini

Traduzione : Letizia Ricci

lalpe-61-10Immaginata per un pubblico che desidera affinare sensibilità e conoscenza, L’Alpe è la prima rivista dedicata alle diverse culture ed al patrimonio dell’Europa alpina. La sua ambizione è di informare al di là delle barriere linguistiche  ; spazio di scoperta e di emozioni, L’Alpe si interessa a tutti gli uomini che, dalla Slovenia al Mediterraneo, hanno saputo acclimatarsi ad un ambiente eccezionale. Punto d’incontro tra libro e rivista, trae dal primo la documentazione di riferimento sul tema principale, il rigore analitico, l’esigenza di qualità e l’autorevolezza di autori prestigiosi. Dalla seconda prende a prestito la periodicità trimestrale che le consente di arricchire il dibattito, il fascino di una ricca iconografia, l’insaziabile curiosità del giornalismo e l’approccio necessariamente didattico. Pur se fondata su competenze rigorose L’Alpe non è una rivista riservata all’élite. Si serve di materiale storico, geografico, archeologico, etnologico, ecc., per rendere alle tracce lasciate dagli uomini in questo territorio tutto la loro profondità. Ma nondimeno sarà luogo di dibattito sul futuro delle Alpi e di tutte le montagne del mondo.

lalpe-61-16A ciascuno la sua natura

Opporre cultura e natura può essere un modo, tra gli altri, di interpretare il mondo. In un territorio come quello del Parco Nazionale degli Écrins esistono molte culture della natura e altrettanti modi di praticare la montagna. Un paesaggio sociale ancora largamente inesplorato …

Un quarantenne già centenario

Un secolo fa nell’alto Vénéon nasceva il parco nazionale della Bérarde. Un’impresa audace ma prematura, cosicché l’attuale parco degli Écrins, sorto nel 1973 e quinto parco di Francia, può vantare origini molto più antiche dei suoi omologhi. Storia di un lungo cammino ricco di insegnamenti.

Una geografia reinventata

Costruire l’identità di uno spazio comune a partire da sette valli, ciascuna con un carattere specifico, è stata la sfida del Parco Nazionale degli Écrins, che unendo questo mosaico intorno al concetto di massiccio è riuscito a reinventare il territorio … non senza tensioni legate a sfide importanti.

Che caratteraccio !

O piuttosto un gran bel carattere quello del Parco Nazionale degli Écrins ? Qualche risposta al dilemma può forse darla la mostra collettiva cui hanno dato il loro contributo circa centocinquanta persone, prendendo la questione di petto o di traverso, tra le faglie, le pieghe e il non detto, ma sempre sottolineando la fondamentale importanza dell’approccio partecipativo per portare avanti la riflessione. Analisi in punta di fioretto…

Nell’occhio dei fotografi

Quattro sguardi sul parco è l’inusuale, ma pur sempre coerente, proposito di questo portfolio. Bertrand Bodin, Gérald de Viviès, Pierre Masclaux e Vincent Verrier vivono in questo territorio e si dedicano, talvolta da molti anni, ai suoi uomini ed ai suoi paesaggi.

Pratica : culture nello … scrigno !

Tutti gli indirizzi utili per la scoperta culturale del parco degli Écrins.

Paesaggio selvaggio 

Non proprio, ci dicono gli archeologi che hanno scovato numerose tracce di attività umane nel cuore del Parco Nazionale degli Écrins, addirittura fino a 2.600 metri di altitudine e risalenti a più di 15.000 anni fa !

I quaranta … brucanti !

I pastori dell’alpe vivono anni tempestosi. In un secolo la civiltà pastorale è stata definitivamente abbandonata e nel corso degli ultimi quarant’anni la vita dei pastori è ancora cambiata nel susseguirsi di poteri, sfide e ricerche antropologiche. Lo testimonia una riflessione collettiva voluta dal Parco Nazionale degli Écrins e intitolata «  alpeggi sentinella  » che ha creato degli spazi di dialogo tra i diversi protagonisti del pastoralismo.

Il pane patrimonio di Villar-d’Arène

Il «  pan bollito » è un prodotto tipico locale da inserire nell’elenco dei prodotti e preparati alimentari del territorio ? Oppure, come sostiene l’etnologo Marcel Maget, il pane di Villar-d’Arène deve essere considerato anzitutto come un fatto sociale ?

Rifugi a tre stelle ?

I rifugi del Parco Nazionale degli Écrins non sono torri d’avorio, perché il vento della modernità soffia anche in quota. Democratizzazione delle prassi, vincoli ambientali, norme di sicurezza ed esigenze di comfort hanno cambiato il volto dei luoghi spartani di un tempo. Uno sviluppo che non sembra (per ora) modificare in profondità lo spirito di questi rifugi.

Ecologia verticale

L’alta montagna è uno degli ultimi spazi naturali in cui l’uomo non è stanziale. Per molti è l’impero dei minerali e dell’assenza di vita. Eppure ci sono specie vegetali che vivono fino a 4.000 metri di altitudine e le loro straordinarie capacità biologiche meritano la nostra attenzione.

Note d’amore nel boschetto

Nel 1997 Michael Dian ha dato vita a Champsaur ad un festival che mette all’unisono musiche (vive) e paesaggi (abitati). Ci racconta qui il suo attaccamento al territorio e al decentramento culturale che ha consentito la realizzazione di un’avventura come questa lungo le frange meridionali del Parco Nazionale degli Écrins.

Gli Écrins, una montagna dissidente ?

Da molto tempo il massiccio è contraddistinto da uno spirito frondista. Laboratorio di singolari esperienza alpinistiche, questo spazio dove la controcultura ha diritto di cittadinanza si offre a realizzazioni fuori norma, attirando tutti coloro che operano alla costruzione dell’utopia …

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