L'Alpe

L’Alpe 68 : Il sesso dell’ Alpe, un numero (quasi) erotico

Traduzione : Letizia Ricci

Immaginata per un pubblico che desidera affinare sensibilità e conoscenza, L’Alpe è la prima rivista dedicata alle diverse culture ed al patrimonio dell’Europa alpina. La sua ambizione è di informare al di là delle barriere linguistiche  ; spazio di scoperta e di emozioni, L’Alpe si interessa a tutti gli uomini che, dalla Slovenia al Mediterraneo, hanno saputo acclimatarsi ad un ambiente eccezionale. Punto d’incontro tra libro e rivista, trae dal primo la documentazione di riferimento sul tema principale, il rigore analitico, l’esigenza di qualità e l’autorevolezza di autori prestigiosi. Dalla seconda prende a prestito la periodicità trimestrale che le consente di arricchire il dibattito, il fascino di una ricca iconografia, l’insaziabile curiosità del giornalismo e l’approccio necessariamente didattico. Pur se fondata su competenze rigorose L’Alpe non è una rivista riservata all’élite. Si serve di materiale storico, geografico, archeologico, etnologico, ecc., per rendere alle tracce lasciate dagli uomini in questo territorio tutto la loro profondità. Ma nondimeno sarà luogo di dibattito sul futuro delle Alpi e di tutte le montagne del mondo.

lalpe-68-01Piccolo compendio di erotismo alpino

Passando in rivista le varie arti (letteratura, pittura, fotografia, cinema), ci si accorge che le Alpi hanno prodotto poche opere erotiche, quasi che la montagna catalizzasse tutti i fantasmi e potesse essere l’unico oggetto di concupiscenza. Si fa l’amore diversamente in montagna ? Antoine de Baecque ci fa fare un giro sulla giostra del desiderio.

Nude sulle vette

Negli anni ‘20 Georges-Louis Arlaud e Marcel Meys non esitano a trasformare i rilievi alpini in uno studio fotografico intimista per celebrare l’unione della donna e della natura. Se nelle Alpi l’Arcadia fosse realtà ? Il Museo nazionale della Montagna di Torino rende omaggio ai due fotografi del nudo in una mostra itinerante corredata di un bel catalogo.

lalpe-68-03L’incredibile danza degli efebi alpini

Tra le stravaganze della regione del Monte Verità c’è il Sanctuarium Artis Elisarion. Costruito nel 1927 a Minusio (vicino a Locarno, nel Canton Ticino) dal filosofo Eduard von Mayer, l’edificio ospitava in una dépendance un grande dipinto circolare assolutamente sorprendente, che decorava l’intera parete di una rotonda (3,50 x 26 metri) : Le Clair Monde des béats (Elisàr von Kuppfer)

Folle è la … pastorella che a lupo si confessa

Si direbbe priapea l’immagine di Epinal, presa a prestito dalla mitologia greca, che continua a circolare sui pastori. I Greci rappresentavano  Priapo, il nume delle greggi, con il membro sempre in erezione. Ma qual è la realtà sulle gioiose capriole tra gli alpeggi ? Guillaume Lebaudy, specialista del pastoralismo, ha raccolto per noi testimonianze, leggende e canzoni.

lalpe-68-05Tra erotismo e paesaggio

La donna ha occupato progressivamente lo spazio grafico dei manifesti turistici svizzeri. Tra il 1900 e il 1930 le stazioni montane trovano un modo efficace, che dove non crea consenso dà scandalo, per promuovere il turismo alpino. Comparsa di una nuova iconografia in cui il corpo femminile si emancipa, si erotizza e si trasforma perfino in paesaggio tentatore.

Portfolio
Com-moventi innamorati

Tra lenzuola così belle chi non ha mai sognato paesaggi di montagna o mari in tempesta ? Con le parole, il disegno e le perle d’argento, Cécile Beaupère, artista, e Jean-Louis Roux, scrittore e fotografo, incrociano qui i loro sguardi sul più bel terreno di gioco che esista : quello di un amore nascente. Carta bianca a due viaggiatori dell’alpe (quasi) immobili…

lalpe-68-07Esposizione
Alpe risorsa o alpe musa ?

Montagna – design : le due parole non sono antinomiche, tutt’altro ! Sono sempre più numerosi i designer che traggono ispirazione in montagna, che sia per dare forma ai loro oggetti o per scegliere materiali. La sfida ? Coniugare contemporaneo e tradizionale rivisitando codici e simboli del mondo alpino.

Belle pagine
Un lettore di giornali

Franz Michael Felder, contadino autodidatta austriaco, che nulla sembrava destinare alla scrittura se non la sua ferma volontà, è riuscito in tre brevi decenni (1839-1869) a lasciare un’opera letteraria impressionante per lucidità che testimonia la vita di una valle remota del Vorarlberg, là dove leggere era (già) sospetto, e scrivere ancora di più. Un testo che trova oggi una strana risonanza…

lalpe-68-10Esposizione
Elogio della diversità

Ginevra sa aspettare i suoi musei ! Mentre il Museo d’Arte e di Storia affronta da diciassette anni i ricorsi«  popolari  » contro il progetto dell’architetto Jean Nouvel, il Museo di Etnografia è stato appena aperto al pubblico, dopo quasi quindici anni di tergiversazioni (e ridefinizioni) nel paese della democrazia diretta. Visita guidata.

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