L'Alpe

L’Alpe 81 : A tutto Sud. Dagli Ecrins al Mediterraneo

Traduzione : Letizia Ricci

Immaginata per un pubblico che desidera affinare sensibilità e conoscenza, L’Alpe è la prima rivista dedicata alle diverse culture ed al patrimonio dell’Europa alpina. La sua ambizione è di informare al di là delle barriere linguistiche  ; spazio di scoperta e di emozioni, L’Alpe si interessa a tutti gli uomini che, dalla Slovenia al Mediterraneo, hanno saputo acclimatarsi ad un ambiente eccezionale. Punto d’incontro tra libro e rivista, trae dal primo la documentazione di riferimento sul tema principale, il rigore analitico, l’esigenza di qualità e l’autorevolezza di autori prestigiosi. Dalla seconda prende a prestito la periodicità trimestrale che le consente di arricchire il dibattito, il fascino di una ricca iconografia, l’insaziabile curiosità del giornalismo e l’approccio necessariamente didattico. Pur se fondata su competenze rigorose L’Alpe non è una rivista riservata all’élite. Si serve di materiale storico, geografico, archeologico, etnologico, ecc., per rendere alle tracce lasciate dagli uomini in questo territorio tutto la loro profondità. Ma nondimeno sarà luogo di dibattito sul futuro delle Alpi e di tutte le montagne del mondo.

IL DOSSIER

Maralpins, Basalpins e Hautalpins… 

Questi nomi non sono solo un’eredità della Rivoluzione perché richiamano l’esistenza di popolazioni distinte e stratificate, riunite in una comune identità alpina. Tralasciando le questioni amministrative, è tuttavia possibile distinguere queste popolazioni dalle altre che vivono nell’arco alpino ? Le risposte sono ricche di sfumature. Di Jean-Claude Duclos, direttore del Musée dauphinois fino al 2011, ideatore di musei ed esposizioni.

Terra di passaggio

Le Alpi del Sud, ieri vicine di Casa Savoia e oggi dell’Italia e del Principato di Monaco, sono una regione di frontiera molto ambita che ha visto modificare i suoi confini al ritmo di guerre e trattati di pace. La storia di queste frontiere in continua trasformazione e delle migrazioni che le hanno attraversate ha plasmato le identità di un territorio simile ad un mosaico e con un immaginario complesso dove l’accoglienza dei migranti è più che mai una tema di attualità. Di Yvan Gastaut, dottore in storia e professore incaricato all’Università di Nizza.

ANNIVERSARIO

Le meraviglie di Clarence Bicknell

L’umanista inglese, uomo colto e appassionato delle Alpi del Sud, è stato il primo a studiare con rigore gli stupefacenti graffiti rupestri protostorici della Vallée des Merveilles nel Mercantour. La prossima estate si festeggerà il centenario della sua morte nel 1918. Di Jean-Loup Fontana, capo conservatore del patrimonio.

Il Queyras, archetipo dell’alpe 

Paradiso dell’etnologia alpina ? Come il Valais per la Svizzera o il Tirolo per l’Austria, il Queyras è entrato a far parte dei territori rappresentativi, se non chiaramente emblematici, delle culture alpine, con il rischio del cliché, della caricatura o addirittura del travestimento, e con la conseguente patrimonializzazione, quanto meno eccessiva e spesso fuorviante per la sua popolazione. Di Jean Guibal, capo conservatore del patrimonio e direttore editoriale de L’Alpe.

Entrare in montagna con Giono

«  Qui sono a casa  » : Giono è stato considerato il cantore della Provenza nonostante abbia scritto, e riscritto, molto di più sulla montagna. Il grande scrittore infatti si sentiva a casa tra le rocce e i torrenti. Le vette dove ci conduce il « viaggiatore immobile » non hanno a che fare con la geografia ma piuttosto con le agognate montagne… un mondo da reinventare. Di Jacques Le Gall, professore incaricato di letteratura francese all’Università di Pau e della regione dell’Adour.

PORTFOLIO

Facce d’alpeggio

Patrick Domeyne è un fotogiornalista, uno vero, con un’esperienza professionale maturata alla dura scuola della stampa quotidiana regionale. Quando non tende l’agguato a ciclisti del Tour de France, arrampicatori di pareti o musicisti in tournée, si trasforma in ritrattista del mondo animale. Uno spazio intimo affascinante ! Di Pascal Kober, capo redattore de L’Alpe.

Giochi estivi, giochi invernali

Lo sviluppo turistico delle Alpi del Sud ha vissuto molte stagioni. All’attrattiva delle prime stazioni climatiche sulla costa mediterranea e delle vette conquistate dai pionieri dell’alpinismo è succeduto il fascino dell’oro bianco. L’attuale diversificazione delle pratiche apre una nuova era, accelerata dal cambiamento climatico. L’era del post-turismo ? Di Émeline Hatt, professore e ricercatore in sistemazione e urbanistica all’Università di Aix-Marsiglia.

Non perdere il sud !

Strade che entrano a far parte del patrimonio ? Il turismo ne ha presto modificato lo status trasformandole in una sfida per le politiche di sistemazione del territorio e per la costruzione della sua immagine. La Route Napoléon, la route des Grandes Alpes, la Grande traversée des Alpes, la Via Alta sono solo alcune maglie della fitta rete viaria delle Alpi del Sud che hanno un importante valore aggiunto. Sguardo sulla costruzione di questa rete e dei suoi più recenti sviluppi. Di Xavier Bernier, professore di geografia alla Sorbona di Parigi.

Sentinelle per natura ?

Dopo la genesi, spesso conflittuale, degli anni ’70, la percezione comune dei parchi è stata sempre più positiva, di pari passo con la presa di coscienza e le questioni ambientali. Nelle Alpi del Sud è forse emerso, più che altrove, un nuovo rapporto con la montagna ? Di Xavier Fribourg, capo servizio territoriale del Parco Nazionale del Mercantour.

PRATICA

Un patrimonio affascinante

Qual è il modo migliore per scoprirlo ? Attraversare i villaggi, spesso inerpicati e sempre ricchi di bellezza e di carattere del territorio alpino ! Mercati variopinti, feste della transumanza, fienili in legno, pellegrinaggi nei santuari o festival di musica : basta munirsi di una guida e andare. Di Caroline Audibert, giornalista attenta alle relazioni tra gli uomini ed il loro ambiente.

La grande tavolata

Una passeggiata ghiotta attraverso i piatti tipici delle varie regioni delle Alpi del Sud. Di tavola in tavola, scendendo da nord a sud, si passa dalla cucina a base di burro e strutto a quella fatta di olio di oliva e latte vaccino o di capra, con sapienti preparazioni con o senza pomodoro. Dai ravioli delle Hautes Alpes alle pietanze provenzali ricche di aromi, c’è tutta una varietà di sapori, profumi e colori da gustare. Di Henri Pelletier, giornalista indipendente e dipendente impenitente delle cose buone.

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