L'Alpe

L’Alpe 00 : luoghi non comuni: il Vercors

Traduzione : Letizia Ricci

Immaginata per un pubblico che desidera affinare sensibilità e conoscenza, L’Alpe è la prima rivista dedicata alle diverse culture ed al patrimonio dell’Europa alpina. La sua ambizione è di informare al di là delle barriere linguistiche ; spazio di scoperta e di emozioni, L’Alpe si interessa a tutti gli uomini che, dalla Slovenia al Mediterraneo, hanno saputo acclimatarsi ad un ambiente eccezionale. Punto d’incontro tra libro e rivista, trae dal primo la documentazione di riferimento sul tema principale, il rigore analitico, l’esigenza di qualità e l’autorevolezza di autori prestigiosi. Dalla seconda prende a prestito la periodicità trimestrale che le consente di arricchire il dibattito, il fascino di una ricca iconografia, l’insaziabile curiosità del giornalismo e l’approccio necessariamente didattico. Pur se fondata su competenze rigorose L’Alpe non è una rivista riservata all’élite. Si serve di materiale storico, geografico, archeologico, etnologico, ecc., per rendere alle tracce lasciate dagli uomini in questo territorio tutto la loro profondità. Ma nondimeno sarà luogo di dibattito sul futuro delle Alpi e di tutte le montagne del mondo.

Distesa blu
L’oceano ! Con la sua immensità, le onde, le isole, le scogliere, le tempeste, le navi, i porti, le falesie, le baie, le spiagge e le maree. Sembra strano evocare l’ambiente marino dinanzi a questo accumulo di pietre, pizzi fatti di roccia, di picchi, di vette… Eppure al primo confronto con i Vercors questa è l’immagine che ha preso corpo nella mia mente.

Un mondo senza uomini ?
Naturali ma abitati… un dettaglio che i parchi naturali sembrano aver trascurato troppo a lungo. Eppure non vi è incompatibilità tra la protezione di questi territori e l’incoraggiamento delle attività delle popolazioni locali. Perché i parchi non devono essere riserve di una ruralità in via di estinzione ma laboratori per uno sviluppo duraturo.

Le lezioni di un censimento
I numeri sono incontestabili : nel Vercors la popolazione è in aumento e potrebbe sembrare indice di buona salute. Ma non è necessariamente ciò che pensa il mondo scientifico. Una volta passate al setaccio le statistiche rivelano l’aggravarsi delle differenze tra le varie regioni. Un’analisi.

La preistoria delle Alpi in cinque minuti
Cacciavano il camoscio o il castoro e solcavano già gli altopiani. Appena scevro dai ghiacci il Vercors, come tutte le Alpi, fu subito abitato e battuto. Le tracce degli uomini preistorici punteggiano il massiccio, dalle grotte strappate agli orsi fino agli accampamenti dei primi pastori.

La saga del Vercors
La storia del territorio non è esente da rumori e furori. In ogni tempo gli uomini sono penetrati ed hanno calcato questa navata calcarea posta tra le valli dell’Isère e della Drôme, vi si sono insediati e ne hanno sfruttato le risorse. Dal taglio della silice all’accoglienza dei turisti, cronaca di una colonizzazione umana.

Paesi e paesaggi
Modellato con l’opera dell’uomo sulla natura nel corso dei secoli, il paesaggio è una cosa fragile. Minacciato in ogni sua parte dalle mutazioni delle nostre società, si frammenta rischiando di perdere la propria anima. Preservare questo patrimonio senza per questo renderlo immobile è compito improcrastinabile che deve essere accompagnato da una riflessione globale.

Patrimoni in cultura(e) ?
Cosa deve proteggere un parco naturale regionale ? In linea di principio il patrimonio naturale e culturale. Nel Vercors il bilancio denuncia il relativo svantaggio della cultura. Quella degli abitanti del Vercors, che sappiamo essere varia e fors’anche diversa, come quella aperta alla creatività che si ha il diritto di attendersi da un’istituzione come un Parco. La constatazione è semplice… le soluzioni sempre problematiche.

L’invenzione di un territorio
Giovane il Vercors ? Paradossale per un massiccio della sua venerabile età ! Eppure ripiegato su sé stesso, ma aperto su tante regioni, il Vercors ha preso coscienza della sua identità molto tardi. Portato alla fonte battesimale dai geografi, il territorio ha finito con l’imporre la sua immagine a dispetto delle perduranti disparità.

Portfolio : l’incanto del bianco
Guy Martin-Ravel è uno dei rari fotografi «  di montagna  » la cui opera può affiancarsi senza destare troppe emozioni a quella dei grandi nomi della fotografia contemporanea. Dopo la pubblicazione del monumentale Fragile presso le edizioni Guérin, egli ci consegna qui una visione inedita : il suo inverno nel suo Vercors…

Tradizioni in cammino
L’autentico va di moda. Forte domanda per tutto quanto sia locale, regionale, tradizionale… ma quale autenticità si chiede ? Ed in che modo essa può dare impulso ai territori ? Il caso del «  bleu du Vercors Sassenage  » o la festa della transumanza di Die sono esemplari a più di un titolo. Dimostrazione.

Rivoluzione (agri)culturale
Dal più al meglio : questo potrebbe essere il nuovo slogan degli agricoltori. Unire produzione agricola e protezione ambientale è un’autentica sfida sociale. Una mutazione che implica la presenza dei consumatori di spazi rurali e per la quale i parchi sono terreno sperimentale di elezione.

Genti del Vercors o genti del Parco ?
Omogeneo nella natura e nella cultura. Questo concetto fondante dei parchi naturali regionali si applica al Vercors ? Il massiccio, geologicamente coerente, si divide in più zone di influenza e cultura diverse. Eppure poco a poco si delinea un sentimento di appartenenza ad una stessa entità. Un sentimento che molto deve al Parco.

Costruire un nuovo futuro
La prospettiva deve rafforzare le politiche di gestione degli spazi naturali. Perché se i cittadini sono sempre più avidi consumatori di natura, la qualità di vita che essi vengono a cercarvi ha un prezzo. Proteggere questo patrimonio rurale incoraggiando lo sviluppo locale in un contesto economico mondializzato rappresenta un delicato esercizio di equilibrismo. Piste per gli scenari futuri…

Natura in vendita ?
Nuovo contratto sociale tra topi di città e topi di campagna ? L’idea fa il suo corso per conciliare forse le esigenze di tutti e ristabilire l’equilibrio tra natura gratuita e cultura pagante. La protezione dei paesaggi non può essere fatta a spese del mondo rurale. È un lusso che i cittadini devono accollarsi.

Sguardo intimo sul grande Parco
Ricordi, ricordi… Il Parco non si è fatto in un giorno. È opera di un gruppo di uomini e donne che hanno stretto dei legami, fatto germogliare dei progetti e che si sono battuti per portarli a termine. Jean-Pierre Courtin era uno di loro.

Nuove missioni per i Parchi
Il vertice sulla terra di Rio del 1992 ha rappresentato un’importante svolta nella prospettiva della protezione della natura. Un’evoluzione decisamente favorevole ai Parchi naturali regionali francesi che da trent’anni sperimentano questo tipo di approccio.

Domani, il Vercors…
L’intervista congiunta, impertinente e prospettiva di Jean Faure ed Yves Pillet, due grandi personalità che hanno marcato, marcano e marcheranno ancora le storie grandi e piccole del Parco naturale regionale del Vercors.

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